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AGI - Cronaca

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  • AGI - All’inchiesta sugli arbitri si aggiungono nuovi particolari. Dalle intercettazioni svolte dalla Procura di Milano e dalla Guardia di Finanza emerge che l’Inter avrebbe chiesto che non venissero designati da Gianluca Rocchi dei direttori di gara considerati ‘porta sfortuna’. Dunque ‘sgraditi’ non per ragioni di mera natura tecnica, almeno così sarebbe stata palesata la richiesta, ma per una forma di scaramanzia legata forse a dei precedenti di gara non favorevoli.

    Inchiesta sugli arbitri: sviluppi e intercettazioni 

    Sempre da quanto viene riferito da fonti qualificate, il presunto ruolo dell’ex presidente della Figc, Gabriele Gravina, non indagato, emergerebbe da riferimenti nelle intercettazioni agli atti dell’inchiesta.

    Nel capo d’imputazione, si legge che Gianluca Rocchi in qualità di designatore arbitrale delle stagioni 2024-2024 e 2025-2026 “in concorso con esponenti della società Inter previo concerto con costoro, questi ultimi agendo per effetto di rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, giungeva a designazioni frutto di interferenze” sulle quattro partite nel mirino della Procura.

    Interferenze nella partita Torino - Inter del 26 aprile 

    Nella ‘nuova’ partita al centro dell’interesse della Procura si ipotizzano interferenze per la designazione di Torino-Inter del 26 aprile dell’arbitro Maurizio Mariani che sarebbe avvenuta solo dopo il previo consenso del club nerazzurro. Mariani, unico arbitro italiano che fischia ai Mondiali, era stato contestato dall’Inter per alcuni episodi in un match col Napoli dell’ottobre del 2025.

    Valutazioni sulla frode sportiva 

    Non ci sono intercettazioni in cui Rocchi e Gravina parlano direttamente. Uno dei nodi dell'inchiesta sugli arbitri è valutare se, ammesso che ci siano state delle interferenze, queste integrino il reato di frode sportiva che punisce chi altera o tenta di alterare le competizioni sportive. Andrà dunque chiarito se le ‘interferenze’ abbiano avuto l'effetto di tentare di cambiare o cambiare il corso delle gare.

    Atti sul Var verso Monza 

    Intanto la parte dell'indagine sugli arbitri che ipotizza le ‘bussate’ alla porta della Sala Var di Lissone, che vede indagato anche Gianluca Rocchi, sarà probabilmente mandata per competenza territoriale alla Procura di Monza. È quanto apprende l'AGI in ambienti investigativi.

    "Designazioni degli arbitri pilotate in favore dell'Inter"

    Va verso una molto probabile richiesta di archiviazione a Milano, anche se le valutazioni sono ancora in corso, il filone dell'inchiesta sulle presunte designazioni arbitrali ‘pilotate’ a favore dell’Inter. Anche se le ultime indagini svolte dal pm Maurizio Ascione e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, portate avanti anche attraverso intercettazioni, hanno allargato il campo.

    L'attenzione, appunto, si è puntata anche sulla partita Torino-Inter del 26 aprile scorso, quando Rocchi avrebbe designato l'arbitro Maurizio Mariani solo dopo il previo consenso della società nerazzurra in quanto considerato arbitro non gradito.

  • AGI - Una violenta esplosione è avvenuta a Casalbordino all'interno dell'ex stabilimento della Esplodenti Sabino, oggi di proprietà del gruppo turco Arca Defence. L'allarme è scattato intorno alle 8 del mattino, attivando i soccorsi per le operazioni tuttora in corso. Il bilancio attuale è di una vittima accertata e di una persona ferita gravemente. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Vasto, l'elisoccorso, le ambulanze del 118 e le forze dell'ordine.

    Chi era la vittima e la prima ricostruzione dell'incidente

    La vittima rinvenuta all'interno dello stabilimento si chiamava Carlo Piscopo, aveva 59 anni ed era originario di Montefalcone nel Sannio (Campobasso), ma residente a Casalbordino (Chieti). Secondo una prima ricostruzione, l'uomo era caporeparto e molto probabilmente era addetto alle operazioni di bonifica del sito. L'impianto sarà infatti destinato alla produzione di munizioni, abbandonando le attività di disinnesco degli ordigni bellici che storicamente venivano svolte nella fabbrica. Nella deflagrazione è rimasto ferito un altro operaio, trasferito in ospedale in condizioni disperate.

    Il tragico passato dello stabilimento

    Questo incidente si aggiunge a una drammatica scia di sangue: nella stessa fabbrica, a dicembre del 2020, tre lavoratori persero la vita a causa di uno scoppio. La stessa sorte toccò, tre anni dopo, ad altri tre operai. Di recente la proprietà del sito era stata ceduta ad Arca Defence Italia.

  • AGI - Meteo estremo in Italia: a metà settimana l'arrivo di aria bollente dall'Africa farà impennare i termometri fino a 10 gradi sopra la media del periodo. L'allarme lanciato dai modelli meteorologici aggrava il bilancio della crisi climatica attuale, che ha già portato l'Europa occidentale a registrare il giugno più rovente della sua storia a causa di ondate di calore e oceani sempre più caldi.

    Le previsioni meteo: temporali passeggeri e poi l'inferno africano

    La giornata di oggi inizia con un meteo asciutto su quasi tutta la penisola. Nel corso del pomeriggio, però, assisteremo allo sviluppo di nuvole che porteranno acquazzoni e temporali sparsi, soprattutto sulle Alpi occidentali e lungo l'Appennino centro-meridionale. Questa situazione cambierà poco nei primi giorni: durante il weekend il transito di una piccola perturbazione farà aumentare l'instabilità, prima al Nord e poi nelle zone interne del Centro-Sud.

    Tutto questo avverrà comunque in un contesto caldissimo, con temperature già superiori di 5-6 gradi rispetto alla norma. Il peggio, però, arriverà la prossima settimana. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici non sono affatto confortanti e mostrano l'arrivo di una massa d'aria calda subtropicale che farà letteralmente impennare i termometri.

    Giugno 2026 da record: l'Europa occidentale non è mai stata così calda

    I dati scientifici confermano la gravità della situazione. Giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato nella storia dell'Europa occidentale, mentre a livello globale si è piazzato al secondo posto tra i più roventi di sempre. A certificarlo è il nuovo report del servizio europeo Copernicus (C3S), che descrive un mese drammatico caratterizzato da ondate di calore eccezionali, incendi devastanti, siccità estrema e temperature record della superficie del mare.

    In Europa occidentale la temperatura media ha toccato i 20,74 gradi, ben 3,05 gradi sopra la media degli ultimi trent'anni, superando persino il primato negativo stabilito nel giugno del 2025. Se guardiamo all'intero continente europeo, si è registrato il secondo valore più alto di sempre. A livello mondiale, la temperatura ha superato di 1,39 gradi i livelli dell'era preindustriale. Questo picco è stato causato da una terribile ondata di caldo estremo che ha colpito l'Europa nella seconda metà del mese, provocando gravi danni alla salute pubblica e purtroppo anche numerosi decessi associati alle temperature folli.

    Oceani bollenti e allarme siccità

    Il cambiamento climatico non risparmia i nostri mari. La temperatura superficiale degli oceani ha raggiunto il record assoluto di 20,86 gradi. Nel Mar Mediterraneo occidentale e lungo le coste dell'Atlantico si sono verificate vere e proprie ondate di calore marine, aggravate dal fenomeno di El Niño che continua a rinforzarsi nel Pacifico.

    Questo caldo estremo è accompagnato da una grave siccità. Gran parte dell'Europa occidentale, compresa l'Italia, ha registrato pochissime piogge. Il terreno arido e il deficit d'acqua hanno alimentato enormi incendi in Spagna, Portogallo e nel sud della Francia, riducendo drasticamente la portata dei fiumi. Al contrario, zone come il Regno Unito, l'Irlanda e la Grecia sono state colpite da violente alluvioni localizzate.

    Ghiacciai in ritirata: i rischi del cambiamento climatico

    La crisi climatica è evidente anche ai poli: l'estensione dei ghiacci marini è scesa del 5% nell'Artico e dell'8% in Antartide, segnando per entrambi uno dei valori più bassi della serie storica.

    Il rapporto di Copernicus lancia un messaggio chiaro: gli eventi meteo estremi non sono più episodi isolati, ma una catena continua. Il susseguirsi di ondate di calore tra maggio, giugno e luglio dimostra che il nostro pianeta sta accumulando troppa energia, aumentando a dismisura i rischi per l'agricoltura, le infrastrutture e la vita stessa delle persone.

     

  • AGI - "Il problema dei prossimi giorni non sarà solo la temperatura massima, ma la combinazione tra caldo persistente, umidità elevata e notti tropicali": è l'avvertimento lanciato da Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, per il quale si rischiano "migliaia di morti". "I temporali di venerdì e soprattutto sabato potranno dare un sollievo temporaneo, ma non cancellano il quadro generale", ha sottolineato, "ci aspetta una fase molto pesante, con caldo umido e forte stress per l'organismo".

    I soggetti a rischio e l'emergenza sanitaria

    "Quando l'umidità è alta, il corpo fatica a disperdere calore e anche temperature non eccezionali possono diventare pericolose", ha spiegato Pregliasco, "i più esposti restano anziani, cardiopatici, fragili, bambini piccoli e lavoratori all'aperto. Bisogna insistere su idratazione, ambienti freschi, attenzione ai farmaci e controllo attivo delle persone sole. Una vera emergenza sanitaria".

    "Le esperienze degli ultimi anni ci insegnano che le ondate di calore non provocano solo disagi, ma determinano un eccesso di decessi che spesso emerge nelle settimane successive attraverso le analisi epidemiologiche. L'Economist aveva stimato circa 1.300 morti in Europa nei primi quattro giorni della precedente ondata: se un evento di analoga intensità dovesse protrarsi per due o tre settimane e interessare contemporaneamente Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi e il Nord-Ovest dell'Italia, il bilancio potrebbe essere sensibilmente superiore, circa diverse migliaia di vittime.

    Prevenzione e cambiamenti climatici

    Non è però possibile indicare oggi un numero attendibile: la mortalità dipenderà dalla durata dell'ondata, dalle temperature notturne, dall'umidità, dall'efficacia dei sistemi di allerta e dalla capacità di proteggere le persone più vulnerabili. Il messaggio è chiaro: il caldo estremo è ormai una delle principali emergenze sanitarie legate ai cambiamenti climatici. Non basta affrontarlo come un fenomeno meteorologico; servono prevenzione, assistenza territoriale, sorveglianza attiva dei soggetti fragili e città più resilienti, perché ogni giorno di caldo estremo in più può tradursi in un aumento dei ricoveri e dei decessi evitabili", conclude Pregliasco.

  • AGI - Tragedia nella serata di ieri a Zero Branco, in provincia di Treviso, dove un bambino di un anno e mezzo è morto dopo essere stato travolto da un'auto. Il mezzo, che procedeva in retromarcia, secondo quanto emerso, era condotto dalla nonna del piccolo, appartenente a una famiglia di origine moldava.

    L'incidente è avvenuto in un'abitazione nella campagna tra le frazioni di Scandolara e Santa Cristina di Quinto. Per cause in corso di accertamento, il bambino è stato investito mentre l'auto effettuava una manovra in retromarcia.

    I soccorsi al bimbo

    Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, che hanno prestato i primi soccorsi e trasportato d'urgenza il piccolo all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Nonostante i tentativi dei medici, il bambino è deceduto poco dopo il ricovero a causa delle gravissime ferite riportate. Sull'accaduto sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.