AGI - Politica
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Futuro Nazionale di Vannacci sorpassa la Lega nei sondaggi
AGI - La Supermedia di oggi 'certifica' il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega, già preannunciato da diversi sondaggi nelle scorse settimane. FN sale infatti sopra il 6%, crescendo di un ulteriore 0,9% nelle ultime due settimane, mentre il centrodestra nel complesso arretra esattamente della stessa misura, e la Lega scende al 5,8% (-0,4%). Stabili invece i partiti di opposizione: il vantaggio del Campo Largo sul centrodestra sale così a oltre 2 punti e mezzo.
La Supermedia liste
- FDI 27,7 (-0,1)
- PD 21,5 (+0,1)
- M5S 13,0 (+0,2)
- Forza Italia 7,8 (-0,2)
- Verdi/Sinistra 6,5 (-0,1)
- Futuro Nazionale 6,2 (+0,9)
- Lega 5,8 (-0,4)
- Azione 3,0 (-0,2)
- Italia Viva 2,3 (=)
- +Europa 1,3 (-0,1)
- Noi Moderati 1,0 (-0,1)
La Supermedia coalizioni 2022
- Centrodestra 42,3 (-0,9)
- Centrosinistra 29,4 (=)
- M5S 13,0 (+0,2)
- Terzo Polo 6,5 (-0,3)
- Altri 8,8 (+1,0)
La Supermedia Coalizioni 2026:
- Campo largo 44,7 (+0,2)
- Centrodestra 42,3 (-0,9)
- Futuro Nazionale 6,2 (+0,9)
- Centro 4,2 (-0,3) Altri 2,6 (+0,1)
- NB: le variazioni tra parentesi indicano lo scostamento rispetto alla Supermedia di due settimane fa (25 giugno 2026).
NOTA: La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 25 giugno all'8 luglio, è stata effettuata il giorno 9 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (data di pubblicazione: 26 giugno e 1 luglio), Ipsos (27 giugno), Ixè (7 luglio), Piepoli (3 luglio), SWG (29 giugno e 6 luglio), Tecnè (27, 29 giugno, 4 luglio) e Youtrend (3 luglio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.
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Meloni: "Sulla Nato rispettiamo gli impegni ma alle nostre condizioni"
AGI - "La difesa dell'interesse nazionale", "la solidità dell'Alleanza", "l'unità dell'Occidente", ma anche "dignità e testa alta". Giorgia Meloni lascia il vertice Nato di Ankara rivendicando una linea che, assicura, non cambia: nessun ripensamento nei rapporti con gli Stati Uniti, nessuna modifica alla posizione italiana sull'utilizzo delle basi per eventuali operazioni contro l'Iran, sostegno all'Ucraina che proseguirà anche sul fronte delle forniture militari, aumento delle spese per difesa e sicurezza ma solo "in modi, tempi e priorità decisi da Roma" e senza sacrificare servizi essenziali in bilancio.
Meloni: "Gli investimenti per la difesa devono rimanere in Italia"
Gli investimenti nella difesa "devono rimanere in Italia, non essere un assegno per l’estero". E, sulla crisi iraniana, la convinzione che "l'opzione militare in questo caso non ha portato risultati così concreti" e che sia necessario continuare a puntare sul negoziato.
"La bussola è la difesa dell'interesse nazionale"
Al termine del summit, la presidente del Consiglio indica in conferenza stampa quella che definisce la bussola dell'azione italiana: "La difesa del nostro interesse nazionale", che significa anche "difesa del nostro sistema di alleanze", "più sicurezza concreta per gli italiani", "più lavoro per le nostre imprese" e "rispetto per una nazione sovrana che continua a fare la sua parte a 360 gradi, per la solidità dell'Alleanza, per l'unità dell'Occidente, con le sue priorità, con i suoi tempi, con la difesa dei suoi interessi ma anche con dignità e a testa alta".
"Nessun ripensamento nei rapporti con gli Usa"
Meloni respinge quindi l'idea di un ripensamento sulla politica verso Washington alla luce del recente scontro il capo della Casa Bianca. "Non mi pento di nulla di quello che ho fatto", dice, rivendicando "un investimento politico per convinzione sull'unità dell'Occidente". Una scelta, insiste, che non nasce con Donald Trump e non dipende dalle oscillazioni dei rapporti personali: "La mia strategia è sempre stata quella e rimarrà quella, semplicemente perché è una strategia dettata dalla convinzione e non dalla convenienza".
I rapporti con Trump
La premier riconosce che con Trump "c'erano delle affinità" su alcuni temi, dall'immigrazione alla battaglia contro la cultura woke, ma chiarisce che il punto resta l'interesse nazionale italiano ed europeo. "Non cambio idea su quale sia l'interesse italiano", afferma, perché per Roma "l'unità e il rafforzamento dell'unità occidentale" restano decisivi. Non è questione di campagna elettorale.
Il ridimensionamento delle truppe americane in Europa
Sul possibile ridimensionamento della presenza americana in Europa, Meloni spiega che all'Italia "non è stato comunicato alcun disimpegno formale". Ma non esclude evoluzioni, ricordando che negli Stati Uniti si discute da anni di una diversa distribuzione degli oneri nella Nato. Per la premier, il rafforzamento del pilastro europeo dell'Alleanza è "un'occasione per l'Europa di assumere maggiormente il controllo della sua sicurezza", perché "la capacità di difendersi è l'anticamera della propria sovranità".
"Non cambia la linea sulle basi italiane"
Quanto alle basi italiane, la linea non cambia. "Abbiamo avuto una linea molto chiara dall'inizio del conflitto in Iran e quella linea manteniamo", afferma, ricordando che l'Italia "ha rispettato i suoi impegni" ma ha anche chiarito di non partecipare alle operazioni militari contro Teheran. "Non stiamo partecipando agli attacchi all'Iran e non parteciperemo agli attacchi all'Iran".
Crisi iraniana e negoziati
La presidente del Consiglio si dice "molto preoccupata" per l'evoluzione della crisi iraniana, ma ribadisce che bisogna continuare a lavorare per una soluzione diplomatica. "Non perdo la speranza sulla possibilità di un negoziato", afferma, osservando che "l'opzione militare in questo caso non ha portato risultati così concreti" e che l'Italia continuerà a impegnarsi perché riprenda il dialogo.
Sostegno all'Ucraina
Sull'Ucraina, Meloni assicura che "stiamo andando avanti nel nostro sostegno". Il governo sta valutando gli strumenti più efficaci, comprese le modalità di assistenza militare, mentre prosegue anche il sostegno sul fronte energetico, nato da una richiesta di Kiev. La premier conferma inoltre che l'Italia parteciperà al prossimo incontro della Coalizione dei volenterosi con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Potete scrivere tutti gli articoli che volete sull'isolamento, il cambio di posizionamento, il disimpegno sull'Ucraina. No", taglia corto. "Al sesto vertice in tre settimane e mezzo dico no. Non posso disimpegnarmi sull’Italia, dove ho tanti dossier importanti di cui occuparmi".
Spese per la difesa
Sul capitolo difesa, Meloni conferma la volontà di rispettare gli impegni assunti nella Nato, ma ribadisce che ciò dovrà avvenire "in modo sostenibile", stabilendo "tempi, modi e priorità" in base alle possibilità del Paese.
"L'unica cosa che non farò è togliere risorse ad altri capitoli che considero ugualmente importanti", assicura, definendo "ridicola" l'accusa di un'Italia che "chiude gli ospedali per comprare i carri armati". Gli impegni attuali, conclude, "sono adeguati in questo tempo" e "non andrei oltre". Anche se sono spese giuste "seppur non popolari".
Infine, la premier rilancia la necessità di investire non solo di più ma anche meglio. La guerra in Ucraina, osserva, dimostra che "un carro armato che vale milioni può essere distrutto da un drone che vale 20 mila euro". Per questo, conclude, rafforzare la difesa significa anche rafforzare la base industriale e tecnologica italiana: "Se investiamo nella nostra difesa, quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori".
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Meloni: "Sulla Nato rispettiamo gli impegni ma stabiliamo noi i modi". "Con gli Usa non mi...
AGI - Rispettiamo gli impegni ma stabiliamo noi i modi. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa al termine del summit della Nato. "Vogliamo chiaramente rispettare gli impegni, lo faremo, e lo stiamo facendo già, però lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè stabilendo noi i tempi, stabilendo i modi, stabilendo le priorità in base al contesto, in base alle nostre possibilità. Siamo convinti che sia però assolutamente necessario farlo, particolarmente in un tempo come questo".
Sulle basi linea molto chiara
Nello specifico, Meloni ha spiegato che "Per quello che riguarda le basi, non è che abbiamo preso delle decisioni o abbiamo fatto delle scelte così, un giorno ne facciamo una, un giorno ne facciamo un'altra. Abbiamo avuto una linea molto chiara dall'inizio del conflitto in Iran. E quella linea la manteniamo". "Abbiamo rispettato i nostri impegni come sempre fanno le nazioni serie, ma dopodiché abbiamo detto che non avremmo partecipato agli attacchi all'Iran e non stiamo partecipando agli attacchi all'Iran e non parteciperemo agli attacchi", ha aggiunto.
"Non vedo risultati concreti in Iran dall'operazione militare", ha aggiunto Meloni. "Non perdo la speranza di procedere con un negoziato", ha aggiunto.
"Non mi pento di nulla della strategia sugli Usa"
Per quello che riguarda l'investimento politico io non mi pento di nulla di quello che ho fatto. Ho fatto un investimento politico per convinzione sull'unita' dell'Occidente. L'ho rivendicato a 360 gradi. Non è una strategia che ho messo in campo con l'arrivo di Donald Trump", ha dichiarato Meloni, in conferenza stampa al termine del summit della Nato.
"L'ho fatto con tutti gli interlocutori che ho trovato di fronte. Chiaramente con Donald Trump c'erano delle affinità, ci sono delle affinità su alcuni temi della politica, l'immigrazione, la cultura woke, per cui chiaramente ritenevo che potesse essere più semplice, le cose stanno andando come abbiamo visto, ma non cambio idea su quale sia l'interesse italiano, perché le scelte che io faccio non sono scelte dettate da piccolo cabotaggio, cioè io ho una strategia in testa e quella strategia è figlia di che cosa? Secondo me è nell'interesse nazionale italiano e secondo me nell'interesse nazionale italiano ed europeo c'è l'unita' e rafforzamento dell'unità occidentale", ha spiegato.Da Roma ancora aiuti militari a Kiev
Quanto all'Ucraina, il premier ha annunciato che "l'Italia proseguirà con gli aiuti militari. Penso che il ministro Crosetto stia facendo una valutazione in questo senso".
"Ridicolo dire che togliamo a ospedali per dare armi"
Per la premier "dobbiamo rafforzare la nostra spesa di difesa e sicurezza, soprattutto nel concetto ampio di difesa e sicurezza. Chiaramente bisogna farlo con un equilibrio perché l'unica cosa che non farò, p che non sono disposto a fare, è togliere risorse ad altri capitoli che considero ugualmente importanti, per cui questa accusa strumentale che viene fatta di un'Italia che chiude gli ospedali per comprare i carri armati è ridicola, ridicola. Per me è un limite invalicabile".
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Sara Funaro è la sindaca più amata d'Italia: "Un risultato che fa piacere"
AGI - Il protagonismo femminile, che negli ultimi anni sta attraversando la politica italiana, si riflette anche nelle amministrazioni comunali: Sara Funaro, sindaca di Firenze, conquista il primo posto con un balzo di 11 punti rispetto alla rilevazione precedente, diventando la prima donna a guidare la classifica. Lo rileva la nuova edizione del Governance Poll, il censimento annuale sul consenso dei sindaci e dei presidenti di Regione realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, oggi in edicola con il quotidiano.
Il Governance Poll 2026 non rappresenta una simulazione elettorale, ma misura il rapporto tra sindaci e cittadini, influenzato da scelte amministrative, capacità comunicativa e condizioni socioeconomiche locali. L'edizione 2026 segnala un lieve calo del consenso complessivo: il 50% è raggiunto da 74 sindaci su 92, pari all'80%, contro l'85% dello scorso anno.
Sara Funaro condivide il podio con due figure consolidate del consenso locale: Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno e vincitore dell'edizione 2025, e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell'ANCI. La crescita della sindaca di Firenze appare netta e radicata nella gestione amministrativa, riconosciuta dai cittadini dopo due anni di mandato, in contrasto con la maggiore cautela registrata nel 2025.
Il programma a Firenze
"Le classifiche salgono e scendono e, ovviamente, il risultato di oggi è un risultato che fa piacere. Fa piacere che ci sia un gradimento da parte dei cittadini. Noi continuiamo a lavorare sodo e concretamente per dare risposte alla nostra città". Lo ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro a margine di un evento, in merito alla nuova edizione del Governance Poll, il censimento annuale sul consenso dei sindaci e dei presidenti di Regione realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, che vede Funaro in testa alla classifica.
"Siamo in un momento complesso, con tanti cantieri, con tanti cambiamenti in città ma con una prospettiva, che è quella di dare risposte di efficienza ai nostri cittadini - aggiunge Funaro - continueremo a lavorare sodo in questa in questa direzione, soprattutto per dare avvio a quelle trasformazioni che sono necessarie, sul tema della mobilità, dell'abitare, sul quale stiamo investendo e continueremo a investire tanto, e sul tema della tutela del centro storico. Abbiamo messo in fila tutta una serie di provvedimenti importanti a partire dal blocco dei car sharing, dei monopattini, la regolamentazione del commercio, il tema degli affitti brevi, tutti i termini che sono temi complessi, ma che evidentemente sono molto sentiti dai nostri cittadini".
La classifica
Più contenuto l'aumento di Silvia Salis, sindaca di Genova, che si colloca al 33 posto con il 55% dopo il primo anno di mandato. La classifica mostra inoltre forti movimenti nelle posizioni immediatamente successive al podio.
L'incremento di Funaro è significativo, ma non è il più vistoso: il sindaco di Messina Federico Basile guadagna 12 punti, passando dal 50% al 62% e risalendo dal 73 al 5 posto. Un risultato influenzato anche dal recente ritorno alle urne, che lo ha visto rieletto al primo turno con il 58,4%, generando una sorta di "seconda luna di miele" con gli elettori.Undici punti in più arrivano anche al sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che si allontana dalle ultime posizioni, mentre la maglia nera torna al sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. Nella parte alta della graduatoria cresce la presenza del Mezzogiorno. Al quarto posto si colloca Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, che guadagna otto punti raggiungendo il 63%. Seguono Pierluigi Biondi a L'Aquila (61%), l'ex ministro Clemente Mastella a Benevento e Vincenzo Voce a Crotone, confermando una dinamica di consenso particolarmente vivace nel Sud.
Le prossime elezioni
A meno di un anno da un turno amministrativo che coinvolgerà molte grandi città, la classifica del Governance Poll diventa un indicatore strategico per partiti e coalizioni impegnati nella definizione delle candidature. Tra i sindaci al termine del primo mandato, Gaetano Manfredi conferma numeri solidi, mentre Roberto Gualtieri a Roma registra una ripresa significativa rispetto al 2025: 54%, con un aumento di otto punti e 48 posizioni. A Torino Stefano Lo Russo sale al 55% al 33 posto, mentre a Bologna Matteo Lepore si mantiene di poco sopra il 50%. A Milano Beppe Sala chiude il secondo mandato con un consenso del 59,5%, al 10 posto.
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Antonio Decaro è primo tra i governatori
AGI - La classifica dei governatori registra due ingressi: quello, in testa, di Antonio Decaro (alla guida della Puglia per il centro-sinistra) che con il suo 66% aggiunge due punti al risultato elettorale, e quello di Alberto Stefaniche a capo della Regione Veneto per il centro destra tocca il 65% (+0,6% rispetto alle elezioni). Lo rileva la nuova edizione del Governance Poll, il censimento annuale sul consenso dei sindaci e dei presidenti di Regione realizzato da Noto Sondaggiper Il Sole 24 Ore, oggi in edicola con il quotidiano.
Decaro precede Stefani e Fedriga
Chiude il podio Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia per il centro-destra) che con il suo 64% perde lo 0,2 percento.
Chiudono la classifica Roberti e Rocca
Negativi i due risultati di coda, non solo perché si tratta delle due ultime posizioni ma perché tanto per Francesco Roberti(Molise, centro-destra) che per Francesco Rocca(Lazio, centro-destra) le due percentuali di gradimento, il 42% per entrambi, segnano una flessione di due punti rispetto al governance poll precedente e un calo importante rispetto al dato elettorale, rispettivamente di 20,2 punti e di 11,9.
